Scuola di Evangelizzazione

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La visione di Daniel Ange


P. Daniel-Ange, fondatore di Jeunesse Lumière, ha descritto profeticamente già nel 1980 in un suo libro intitolato "I santi del 2000" (ora riedito dalla Editrice Sion) i nuovi evangelizzatori del terzo millennio. Ti invitiamo a leggere questi paragrafi, che sono diventati per noi una specie di carta di identità. Forse parlano anche di te...

Sotto il sole di Dio c'è ancora qualcosa di nuovo?

Ma lo Spirito sta inventando anche alcune vocazioni inedite e fa sorgere una nuova evangelizzazione in quel modo tutto suo di ripresentarci l'antico con un volto attuale. Vedo questi nuovi evangelizzatori sulle orme di Francesco e dei primi frati attraverso l'Umbria e la Romagna; li vedo continuare il cammino dei piccoli drappelli che frate Domenico inviava sulle strade d'Europa, e soprattutto seguire le tracce della "brigata» di Caterina, che percorreva, partendo da Siena, le vie della Toscana fino alla lontana Provenza. Dai primi erediteranno la lieta spensieratezza per il domani; dai secondi il senso di una verità che dev'essere contemplata per essere proclamata nel suo vigore e nella sua dolcezza; dalla terza il ministero di riconciliazione e di risanamento tra famiglie e città rivali. I modelli non mancheranno!

Disponibili ad ogni S.O.S.

Vedremo dunque i nuovi evangelizzatori attraverso i nostri paesi con i calzari ai piedi, il Vangelo in mano, pieni di luce gli occhi; ricolme di verità le labbra, e irremovibilmente audaci. Fra di loro, come nella brigata di Caterina, ci sono sia adolescenti che religiose, sia persone coniugate che sacerdoti: un piccolo ramo del popolo di Dio. Di città in città, di paese in paese, essi andranno ovunque li chiami una sofferenza spirituale. Medici a disposizione giorno e notte per ogni S.O.S., risponderanno ai casi urgenti del Regno. Rapide squadre di soccorso, si suddivideranno compiti e zone d'azione. Essi verranno a sapere che la carestia più falcidiante si ha quando l'anima non è più nutrita. Che la più tragica delle alienazioni è quella in cui l'Avversario vi seduce. Che la più pesante delle catene è quella che vi tiene avvinti a voi stessi; e che la piaga più infetta è quella che contiene un veleno mortale che intossica il sangue. Non potranno sopportare situazioni simili (l'ignoranza dell'Amore - l'indifferenza all'Amore - il rifiuto dell'Amore) senza esserne sconvolti. Soltanto Dio piange così. Essi piangeranno come Dio. Cercheranno di penetrare negli ospedali psichiatrici e nelle prigioni, consapevoli che la maggior parte delle malattie dette psicologiche o la delinquenza giovanile è semplicemente il risultato di carenze d'amore che solamente un incontro con l'Amore potrà colmare. Sapranno che Gesù in persona può guarire là dove ogni terapia medica fallisce; che il suo Spirito può scendere in profondità mai raggiunte da nessuna psicoterapia. L'esperienza confermerà loro queste cose di giorno in giorno. Attueranno una intensa accoglienza spirituale. Famiglie saranno riconciliate, comunità torneranno ad essere comunioni, esistenze avvelenate dal rancore si apriranno al perdono. Liberati, uomini incatenati usciranno dalla loro prigione. Soltanto Dio può amare così. Essi ameranno come Dio. Con un linguaggio di tutti i giorni, con immagini tratte dalla vita quotidiana, annunceranno le verità di sempre. Riceveranno il dono di una parola che potrà muovere le folle ma che toccherà ognuno come se egli fosse il prediletto. Soltanto Dio può parlare così. Essi parleranno come Dio. Mendicheranno a Dio le parole per ogni giorno e aspetteranno dai fratelli il pane quotidiano. Verranno ricevuti, ospitati, nutriti sul posto oppure non lo saranno. Ma sempre benedicendo coloro che non li benedicono. Saranno attenti alle proposte dello Spirito. Talvolta vorranno far rotta verso una certa meta e lo Spirito lo impedirà. Altre volte raggiungeranno un luogo deserto e troveranno la folla che li avrà preceduti. Essi l'accoglieranno con bontà. Ancora e sempre guariranno i malati per osare dire: « Il Regno è qui, in mezzo a voi!

Di notte, di giorno...

Piccola assemblea di preghiera nomade, li udranno celebrare la Gloria nelle loro automobili e dovunque dovrà risuonare la parola. Sul marciapiecle o in un parco pubblico, la gente si fermerà soggiogata dalla bellezza del canto, meravigliata dalla luce dei loro occhi. Domanderà: « Chi dunque vi rende così felici? », E risponderà all'invito poi, come nella pesca miracolosa; un bel mattino le reti traboccheranno (cf. Lc 5,4-7). Durante la giornata esausti, si lasceranno divorare dai fratelli, ma la notte si sazieranno del loro Signore. Di giorno, riceveranno mille confidenze, ma nella quiete della notte le deporranno presso il Maestro. Il giorno vedranno risplendere il suo Volto nei visi che la vita ha maggiormente sfigurato; e la notte, dal suo Corpo-Sole, potranno veder trasparire questi visi incontrati in segreto e che ora sono già trasfigurati.

Sempre con la Chiesa nel cuore

I nuovi discepoli saranno uomini della Chiesa in accordo con i vescovi e da costoro si faranno chiamare e inviare. Il loro punto di riferimento primario: il vescovo di Roma. Dalla sua visione universale essi riceveranno l'ordine di precedenza nelle loro missioni, e saranno sempre disponibili ai suoi appelli. Evangelisti, non pastori. Seminatori, non mietitori. Essi passeranno soltanto. Ridaranno nuovo impulso alle parrocchie agonizzanti, respiro e fervore alle diocesi smembrate. Saranno chiamati anche nei conventi. Quindi riprenderanno il cammino, simili a commandos dopo un intervento-verità, un'operazione-amore. Non si lasceranno monopolizzare da nessuna associazione particolare e rifiuteranno qualsiasi etichetta. Nessuna esclusiva li terrà staccati dagli altri. Essi saranno tutto per tutti. In una Chiesa divisa in compartimenti, dove ambienti diversi esistono l'uno accanto all'altro ignorandosi, essi faranno circolare la vita. Tra gruppi, tendenze e comunità in aspra o stupida concorrenza, faranno saltare ogni barriera anche se ermeticamente chiusa. Respingendo complotti e atteggiamenti e comportamenti poco chiari, sceglieranno la limpida sincerità e si porranno a servizio della comunione. In ascolto di quanto lo Spirito dice loro mediante tutte le realtà della Chiesa, saranno attenti a ricevere più che a dare, Passeranno da un mondo all'altro: da quello degli abbienti a quello degli indigenti e viceversa. Sapranno che una Chiesa detta ricca e libera si atrofizza quando le viene a mancare l'apporto delle sue sorelle povere e oppresse. Nei paesi sottosviluppati in cui però non manca l'amore, essi si lasceranno, evangelizzare e vi faranno sorgere, per le nostre società moribonde, gli evangelizzatori con il volto colorito dalla buona salute interiore concessa dallo. Spirito. Al loro passaggio i poveri cadranno in ginocchio davanti al Signore e renderanno grazie. Attraverso confini proibiti e in incognito percorreranno i paesi dove la Chiesa non può manifestarsi e viene soppressa. Con l'aspetto di semplici turisti che non hanno fretta, parteciperanno. alle riunioni clandestine delle comunità e si lasceranno tonificare da una vitalità degna delle catacombe. Perché la loro parola possa rimanere vera, si ritemprerà proprio in quei paesi, e si farà voce delle bocche imbavagliate. Dinanzi ai loro fratelli dal cuore libero, gli evangelizzatori venuti da lontano cadranno in ginocchio e renderanno grazie. Non eviteranno le zone di conflitto. Nei luoghi in cui popoli e razze si dilaniano a vicenda, saranno presenti. Non avranno timore della morte là dove la paura paralizza la vita. Di fronte al male in tutta la sua brutale nudità, non si corazzeranno ma si faranno proteggere da quei difensori della luce che sono gli Angeli dell'Altissimo. Non cederanno a ricatti né tremeranno di fronte alle minacce. Al sopraggiungere di una persecuzione - larvata o violenta - quando istituzioni e organizzazioni saranno subdolamente insidiate o sistematicamente demolite, essi saranno abbastanza abili da infiltrarsi fra le maglie, angeli di conforto per una Chiesa insanguinata. Alcuni andranno in carcere o nei campi di concentramento, ma campi e carceri saranno da loro trasformati in gruppi di preghiera." Altri avranno la felicità di versare il proprio sangue per Gesù e per il suo Vangelo. Sarà questa la loro suprema beatitudine, la nostra suprema consolazione.

Insieme deserto e città

I nuovi evangelizzatori avranno dei posti d'ancoraggio dove ritemprare le forze: le comunità di vita o piccoli monasteri solitari e poveri che vedremo ben presto rifiorire. Dal silenzio dei fratelli in solitudine la loro parola potrà attingere la sonorità del Vangelo. Evangelizzeranno con cuore di monaco. Talvolta la loro parola sarà maturata durante lunghi anni di silenzioso nascondimento, acquistando un valore prezioso. Si familiarizzeranno con i santi di sempre e porranno le loro radici nella vivificante tradizione della Chiesa; si nutriranno dei Padri e della grande liturgia d'Oriente e d'Occidente, e offriranno. questa linfa vitale ai più indigenti usando il loro linguaggio. Possiederanno una lunga e solida formazione sia teologica che umana. La competenza in fatto d'uomini - senza attenuare la loro "follia" in Cristo - assicurerà contemporaneamente i loro passaporti per i paesi stranieri consentendo che essi siano presenti nell'ambito internazionale. Avranno le loro "Carceri" e la loro "Verna". Alterneranno la strada alla solitudine, che saranno dosate per ciascuno secondo le stagioni della propria vita e le necessità della Chiesa; e saranno non due poli contrastanti ma due movimenti di una stessa sinfonia. Deserto e Parola, reciprocamente integrati, si chiameranno a vicenda, come dal di dentro. I nuovi discepoli non saranno combattuti tra esigenze contraddittorie ma si lasceranno condurre dallo Spirito, attenti ai tempi e alle -circostanze. Abbandonare il deserto sarà sempre straziante, e ugualmente separarsi- dai fratelli della strada. Ma, ogni volta, quanto sarà dolce la certezza di compiere ciò che piace al Dilettissimo! Lungo il cammino penseranno alle oasi e Qualcuno dirà loro: « Vieni in disparte e riposati! » ed essi non resisteranno all'invito. Nella solitudine, durante la veglia notturna, risuonerà la supplica di un abitante della Macedonia: « Aiuto! Passa da noi! » ed essi non potranno resistere (cf. At 16,9). Dal momento in cui si trovano là dove lo sguardo di Dio li raggiunge, si sentono a proprio agio tanto in un eremo quanto in un mare di folla. Sommersi dalla folla porteranno nel cuore un deserto che nessun rumore potrà profanare. Nel deserto, la loro solitudine sarà più popolata che in una città. Saranno sempre soli e non saranno mai soli. Il loro cuore sarà indivisibile.

Amati e scherniti

In una civiltà più sofisticata che raffinata, verranno trattati da selvaggi: ne saranno i salvatori. In un mondo dalle libertà conculcate, saranno emarginati: respinti nello spazio in cui si disegna fuori della costrizione delle righe. All'estrema avanguardia delle società che si vantano con ostentazione d'essere "liberali progressiste", saranno coloro che amano l'Amore in nome di quelli che, senza amore, fanno l'amore. Verranno entusiasticamente acclamati e odiosamente calunniati. La persecuzione li purificherà, la stima li renderà umili, e si sentiranno soddisfatti non per se stessi ma per gli altri. Disturberanno, sconvolgeranno l'ordine stabilito, ma attireranno in maniera irresistibile: in un mondo suicida zampillerà finalmente una sorgente di tenerezza; in un inferno di menzogna, si aprirà una porta di verità. Ad un'umanità disgustata di sé, finalmente uomini che parlano di Dio! Un Dio che rivela il cuore dell'uomo. In una folla dove la paura aliena gli uomini e li rende estranei gli uni agli altri, ciascuno troverà nei nuovi discepoli dei fratelli che vinceranno la diffidenza soltanto con il sorriso. In una società deviata a forza di dileggiare ogni certezza, essi segneranno tranquillamente il cammino su cui l'uomo possa ritrovare la sicurezza perduta: sapersi amato, ed essere amato. Nei bar e nelle osterie, nei cantieri, negli uffici, nei laboratori e nelle fabbriche, ci si domanderà: « Ma senti, come fanno per amarsi in questo modo? E' strano, però non si sente più freddo!».

Inizio primizie?

Tutto questo non è l'utopia di un visionario. In Indonesia ci sono alcuni giovanissimi, talora dei bambini che, in piccoli gruppi, si mettono in marcia attraverso le grandi foreste." Al loro passaggio i malati guariscono e migliaia di persone si fanno battezzare. A questi ragazzi è dato di parlare la lingua, a loro sconosciuta, di. alcune tribù, e a volte di bere veleno senza morirne. I peggiori pericoli non fanno loro paura ed essi assicurano di vedere talvolta gli Angeli di Dio che li precedono o li circondano. E perché no? Anche il nostro Occidente pagano non potrebbe avere il diritto alla stessa grazia? Ne abbiamo già un inizio: una "Tenda dell'Unità" e presto molte altre - gira di città in città. In essa cattolici e protestanti annunciano uniti un Dio che vi moltiplica i suoi prodigi. In parecchie città la sera o durante la pausa del mezzogiorno, gruppetti composti da persone di tutte le età non esitano a pregare insieme per la via. Emozione inattesa: udire il Prologo di san Giovanni proclamato al di sopra del rumore assordante del traffico! Certi passanti affrettano il passo o cambiano strada. Taluni si fermano per qualche istante. Altri rimangono fino alla fine. Sempre chiamati, non di rado penetrati. Fanno domande, ascoltano, si mettono a pregare. Ritorneranno. Altrove, piccole comitive di adolescenti vanno, nel corso dell'anno, di scuola in scuola ad annunciare Gesù. Iniziano con una rappresentazione di marionette o recitando loro stessi se la riunione non si tiene in un parco pubblico. Partendo per le vacanze o al ritorno, questi adolescenti evangelizzano treni interi con l'ardore dei canti e la loro allegria. Spontaneamente, nella stessa maniera in cui giocano. Più agili delle grandi tende di evangelizzazione e con una maggior formazione rispetto ai gruppi spontanei di evangelizzazione, i nostri "commandos d'urto" somiglieranno a queste diverse esperienze che già li preannunciano. Tuttavia, una brigata non s'improvvisa né si impiega alla leggera. Può nascere solamente dalle comunità di vita saldamente radicate nella Chiesa e sempre ad essa collegate." Nel quotidiano di una fraternità vissuta, i caratteri si forgeranno, la carità verrà praticata, si vedranno chiaramente i carismi, la virtù e il dono della trasparenza saranno accresciuti, l'umiltà coltivata, la povertà amata, i ministeri riconosciuti, le missioni attribuite e le energie continuamente ritemprate." I giovani che crescono in tali comunità, avranno presto radici sufficienti per tentare le difficili avventure evangeliche. Basta ascoltarli un poco per intuire in quale direzione soffia il vento. Un vento che si sa bene donde viene. Saranno loro gli apostoli degli ultimi tempi? Chissà.

I santi anonimi che, domani, parleranno di Dio

Gli apostoli degli ultimi tempi? Scusami, ma io vedo ancora in mezzo a loro barboni, handicappati, immigrati, zingari, giovani teppisti, ex carcerati, scampati dalla prostituzione o dalla droga: gli scorticati vivi della nostra società. Domani noi saremo evangelizzati da coloro che avremo emarginato. Miserabili, ai quali passiamo accanto come se non ci fossero! Alcuni di loro sono santi inconsapevoli ma che Dio ci indica e onora. Chi non conosce questi "non credenti" che vivono eroicamente le beatitudini di Gesù come pochi dei suoi discepoli fanno? Possano essi farci arrossire! La loro santità, un giorno svelata, ci porterà al colmo dello stupore, tanto è vero che chiunque è respinto dalla società viene - immediatamente - gettato nella Comunione di Dio. Che lui lo sappia o no. Ma un giorno lo saprà, un giorno lo dirà." L'innocente` del villaggio diventerà il testimonio dell'Innocente, i mendicanti di soldi diverranno il simbolo del Mendicante d'Amore, gli evangelizzatori itineranti, i trovatori della Verità. Gli abitanti del Quarto Mondo ci parleranno, come quelli del Terzo Mondo, del mondo nuovo che noi nemmeno aspettiamo più. Fin da adesso ci gridano: « Tu puoi amare in modo diverso. Puoi essere diverso. Puoi vedere in maniera diversa ». E solo dal loro sguardo si intuisce una terra sconosciuta di cui essi sono gli umili esploratori. In questo paese, diventato loro patria, saremo invitati. Il mappamondo della Chiesa ci apparirà stranamente modificato. Si avvicinerà alla realtà: quale essa è agli occhi di Dio. Ascolteremo il Vangelo dalle labbra di coloro che nessuno mai ascolta. Vedremo la sua gloria sul volto di quelli che nessuno mai abbraccia." Noi gli avevamo portato il Vangelo con le braccia spesso cariche di altre cose. Essi verranno verso di noi a mani vuote, mani che moltiplicano il pane dell'Amore: «Prendete, non costa nulla!». Gratuito, dunque sospetto per molti. Ma gli affamati, loro, sapranno che non bisogna più attendere un altro salvatore. Sarà giunto il tempo in cui gli ultimi saranno i primi: la Buona Novella verrà portata dai poveri!




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